Gruppi Interculturali in luoghi di detenzione

Gli studi dimostrano che la vicinanza e la condivisione culturale contribuiscono a un maggior benessere e a un’armonia nelle relazioni. Negli istituti penitenziari la convivenza è forzata, condizione che non favorisce automaticamente i rapporti; se aggiungiamo le differenze culturali, la situazione si complica ulteriormente, creando le basi per una sensazione di disagio quotidiano e lo sviluppo di rapporti conflittuali. Differenti abitudini religiose, linguistiche, culinarie possono prefigurarsi come muri che, se non condivisi e abbattuti, creano ulteriore esclusione nell’esclusione per eccellenza. 

All’interno della CC di Cremona si prevede una capienza regolamentare di 394 persone recluse. In data 31/01/2025 si individuano, invece, 567 persone ristrette, di cui 344 stranieri. 

Inoltre, la popolazione detenuta tende ad accogliere un numero sempre maggiore di giovani adulti: si stima che 1 detenuto su 8 abbia meno di 25 anni. 

Ecco perché si è individuata la necessità di offrire, in risposta ai bisogni specifici rilevati all’interno della Casa circondariale di Cremona, degli incontri di gruppo rivolti ai giovani adulti di qualsiasi nazionalità per potere facilitare il supporto alla comprensione delle diversità e alla individuazione di strumenti che siano di supporto alla gestione della condizione di detenzione.

Progetto redatto per la specializzazione in counseling interculturale in collaborazione con la Scuola SHINUI di Bergamo (Centro di Consulenza sulla Relazione, Terapia individuale, di coppia, familiare, di gruppo, Corsi di Formazione – www.shinui.it).